02-12-2025

ICD-10-IM/CIPI: cosa cambia davvero nella codifica delle SDO

Dal sistema ICD-9-CM alla nuova codifica ICD-10-IM/CIPI

Con l’introduzione della ICD-10-IM/CIPI, il sistema sanitario italiano si prepara a un aggiornamento profondo dei flussi informativi di dimissione ospedaliera (SDO). 

Dopo oltre vent’anni di utilizzo della ICD-9-CM, la nuova classificazione rappresenta un’evoluzione necessaria per allinearsi agli standard internazionali e garantire maggiore qualità, precisione e interoperabilità dei dati clinici.

Perché si cambia

L’adozione della ICD-10-IM/CIPI risponde a quattro obiettivi strategici:

  • descrivere con maggiore coerenza e dettaglio diagnosi e procedure
  • garantire lettura uniforme e interoperabilità tra sistemi informativi
  • fornire dati affidabili per analisi epidemiologiche e gestione sanitaria
  • supportare la programmazione sanitaria nazionale e regionale

Impatto sulle strutture

La transizione coinvolge tutte le funzioni ospedaliere: dai codificatori alle direzioni sanitarie, fino ai sistemi informativi. Ogni struttura dovrà aggiornare software, processi e percorsi formativi per assicurare coerenza e qualità nella registrazione dei dati.

Tempistiche
 
L’adozione è prevista da gennaio 2026 con una fase di doppia codifica sperimentale per tutto il 2026 per poi passare alla codifica in ICD-10-IM/CIPI dal 1° Gennaio 2027. Chi si prepara ora avrà un vantaggio concreto: riduzione di errori, costi e rallentamenti operativi.

Un cambiamento che richiede aggiornamento dei sistemi, nuove competenze e un approccio coordinato alla codifica.

Risorse correlate sulla ICD-10-IM/CIPI
 

Per accompagnare le strutture sanitarie nel percorso di adeguamento alla ICD-10, nelle sezioni seguenti sono disponibili strumenti di approfondimento sulla nuova codifica: 

👉 Introduzione alla nuova codifica 
👉 FAQ
👉Guida in 7 passi 
👉Video pillole
👉Articoli di approfondimento 
👉Guida completa (PDF)

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