Il cambiamento non è solo normativo, ma strategico per l’intero Servizio Sanitario Nazionale.
La ICD-10 offre:
🔹 Maggiore granularità clinica
Consente una rappresentazione più dettagliata di diagnosi e procedure, con migliaia di codici aggiuntivi.
🔹 Struttura più flessibile e aggiornata
La logica classificatoria è più moderna e permette di descrivere in modo accurato percorsi diagnostico-terapeutici complessi.
🔹 Coerenza e interoperabilità
La nuova codifica favorisce l’integrazione dei dati tra sistemi informativi ospedalieri, regionali e nazionali.
🔹 Aderenza agli standard OMS
La ICD-10 è utilizzata in gran parte del mondo, facilitando comparazioni epidemiologiche e sanitarie internazionali.
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La nuova codifica non è solo un aggiornamento tecnico:
è un cambiamento culturale e organizzativo che richiede collaborazione tra:
Direzioni Sanitarie (governance e qualità)
Uffici SDO / codificatori (precisione e competenza tecnica)
Sistemi Informativi (integrazione e interoperabilità)
Amministrazione / Area DRG (corretta valorizzazione del dato clinico)
Personale clinico (accuratezza della documentazione)
Solo un approccio multidisciplinare permetterà di gestire la transizione con efficacia e senza interruzioni dei flussi.
Una trasformazione necessaria e strategica
La transizione alla ICD-10 rappresenta un’opportunità per:
migliorare la qualità dei dati clinici,
supportare la programmazione sanitaria,
ridurre gli errori di codifica e le rilavorazioni,
adottare strumenti digitali più moderni e affidabili,
rendere la codifica più aderente alla realtà clinica.
Comprendere il contesto, le logiche della nuova codifica e gli impatti operativi è il primo passo per garantire un’adozione efficace e sostenibile nel tempo.
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Una trasformazione necessaria e strategica
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supportare la programmazione sanitaria,
ridurre gli errori di codifica e le rilavorazioni,
adottare strumenti digitali più moderni e affidabili,
rendere la codifica più aderente alla realtà clinica.
Comprendere il contesto, le logiche della nuova codifica e gli impatti operativi è il primo passo per garantire un’adozione efficace e sostenibile nel tempo.
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migliorare la qualità dei dati clinici,
supportare la programmazione sanitaria,
ridurre gli errori di codifica e le rilavorazioni,
adottare strumenti digitali più moderni e affidabili,
rendere la codifica più aderente alla realtà clinica.
Comprendere il contesto, le logiche della nuova codifica e gli impatti operativi è il primo passo per garantire un’adozione efficace e sostenibile nel tempo.